Elio Papponetti, presidente del World Formia Meeting (secondo da destra), posa con orgoglio con i Campioni Olimpici Maurizio Damilano e Sara Simeoni, ed il presidente della IAAF Lamine Diack.
Un po' di storia

IN  DUEMILA PAROLE I 35 MEETING DI FORMIA  - di Vanni Loriga

Dal Papa allo “Zar”, da Mennea a Sara Simeoni, da Fiasconaro a Juantorema, da Damilano a Cova, da Fava a Ortis, da Andrei a Sidlo, da Kazokievicz alla Kostadinova, da Sabia a Panetta, da De Benedictis a korzeniowski, alla Salce, alla Salvador e via marciando in un terzo di secolo di grandissima ed umana altletica.

Il “World Formia Meeting” (denominazione attuale) nasce con la più modesta etichetta di “Coppa Città di Formia” il 7 Maggio 1967. Elio Papponetti (ancora in guardia di finanza e responsabile della sezione formiana del CUS Roma) vara il meeting facendo gareggiare atleti tunisini, di FFGG e CUS Roma in allenamento collegiale presso la scuola di Formia. Budget 200.000 lire; per premi, coppe, medaglie e cotillon. Subito un record italiano: Urlando lancia il martello a 62.28. Ci si rivede il 22 Maggio 1968. Simeon batte Piatkowski; Gentile con 16.26 nel triplo precede il fenomeno Schmidt. Sidlo fa volare il giavellotto a 82.56, Giannattasio se stesso nei 100 metri. Terza edizione il 10/11 Maggio 1969 e tre primati d’Italia: Azzaro 2.15 in alto (meglio di Crosa olimpico); Arese 2’19’’2 sui 1.000; Dionisi (che batte l’oriundo Tracanelli) 5.20 nell’asta. Il 7 maggio 1970 si celebra la quarta edizione e la prima invasione di campo nell’Atletica Leggera: si festeggia la vittoria in volata nei 10.000 metri di Franco Arese sui Campioni olimpici Gammoudi e Temu.

Quinta edizione, quella del 1971 ,in due riprese: Meeting in tono minore il 18 Aprile e incontro Italia-Svezia femminile (69-65). In Aprile una sorpresa: il maestro di scherma Cappiello (fra le sue allieve Silvia Rinaldi fresca campionessa d’Italia di spada ) batte sui 10.000 il talentuoso Aldo Tomasini. 1972, anno Olimpico: il 10-11 Maggio se ne vedono di tutti i colori. Drut batte Davenport sui 110 ostacoli; pochi minuti dopo la vittoria un solerte postino gli consegna un telegramma di felicitazione del suo maestro Sandro Calvesi che ne ha seguito da Brescia la gara in TV (il che vuol dire che 30 anni fa funzionavano le poste e che la televisione trasmetteva in chiaro l’atletica). Mennea domina i 200; Sara Simeoni l’alto; Fiasconaro i 400; Dionisi l’asta (battendo Seagren, Isaksson, Lagerqcit, Murawski)  e Fava i 3000 siepi.
Il 20 Maggio 1973 (settima edizione) Marcello Fiasconaro fa le prove di orchestra del suo primato mondiale sugli 800; 38 giorni dopo correrà a Milano in 1’43’’7. Crawford annuncia a sua volta la volata olimpica di Montreal 1976; Susanj, sui 400, anticipa a falcate che l’anno successivo gli daranno sulla pista romana il titolo europeo degli 800. Sempre ai vertici Paola Pigni.

Il 24-25 Agosto 1974 vigilia sugli europei di Roma: passerella di alta moda con Mennea, che sculaccia l’antipatico inglese Jenkins (accusa Fiasconaro di essere dopato e poi lui va in galera per commercio di anabolizzanti, per la serie “Dio c’è”); si affaccia alla ribalta delle stelle Gabriella Dorio; spettacolo con Stones, Fiasconaro, Dixon, Malinowski, Szewinska. Si presenta Venanzio Ortis.
Siamo alla nona edizione, è l’8 Maggio 1975, Mennea corre per la gloria e per la borsa i 300 metri. Bayi brilla sui 1000; Aki-Bua, giunto senza preavviso, si disperde sui 400 ostacoli. L’edizione del decennale (15 Maggio 1976) offre una primizia assoluta: il debutto di Alberto Danger Juantorena  sugli 800 metri. Vince, il “caballo” ed anche i meno furbi pronosticano che sarà olimpico e primatista del mondo degli 800 metri. Sufficiente attendere 70 giorni esatti. Visti anche altri film del futuro: Drut (pur battuto da Casanas), Wszola e Slusarski (attenti allo spelling… ) tutti poi Campioni Olimpici.
Undicesima edizionedel Meeting di Maggio: 15-5-1977. Mennea si impegna sul giro di pista; Sara è al nuovo primato di 1.93. Lo zingaro Miklos Nemeth, figlio di Imre martellista, ha successo in Italia con il suo giavellotto. La dodicesima volta del Meeting di Formia (17-18 Maggio 1978) ci permette di scoprire in anteprima l’ostacolista Nehemiah e di apprendere che il suo cognome si pronuncia Niimaia. Mennea ad una delle poche sconfitte sui 200 metri, ma sta preparando Praga, l’Europeo del suo grande trionfo. Sara Simeoni calibra con 1.95 del nuovo record la rincorsa che la vedrà nella stessa estate per due volte al 2.01 dal primato mondiale. Il cartellone dello spettacolo non ci priva dei grandi interpreti: l’11 Agosto 1979 Mennea 20’’22 sui 200 e Simeoni 1.90 in alto.
Niente di speciale il 17 e 18 Maggio 1980: poche risorse, una specie di confronto con Jugoslavia e Germania (solo lanci). Fuori gara Kozakiewicz supera nell’asta 5.60: ai Giochi di Mosca conquisterà il titolo saltando 18 centimetri in più con lo stile inedito detto “saluto dello sconosciuto”. Quindicesima edizione il 29 luglio 1981:illumina la scena Maurizio Damilano: due migliori prestazioni mondiali sui 3 km e sulle 3 miglia. Ottimo il 200 ostacoli di Edwin Moses; canto del cigno per Henry Rono. Sara Simeoni sempre all’altezza: 1.92. Nel 1982 (28 Agosto) ecco il primo ritorno alle gare di Pietro Mennea: battuto sui 200 da Simionato. Vola Pavoni sui 100 (10’’40); Cova prova la volata che pochi giorni dopo gli garantirà il successo dei 10.000 europei di Atene; Urlando, tanto per non perdere l’abitudine, al nuovo primato del martello (77.92). Sua “altezza” Sara Simeoni supera 1.92 e sfiora i 2.02.
Diciassettesima edizionee la cabala non si smentisce: il 30 Luglio 1983 problemi per Sara Simeoni, che si ferma a 1.85. Sinistri presagi in vista dei mondiali di Helsinki; Cova nuovamente ad una buona verifica (7’51’’45 sui 3000) e bene, annuncio di grande futura staffetta vice iridata, Mennea e Pavoni. Siamo di nuovo all’anno olimpico: 1984 Giochi di Los Angeles. Sara rinata (ed in California sarà d’argento); vanno benissimo Mennea e Sabia ma alle Olimpiadi non si raccoglie quello che si sperava.
Quanta bella gente il 16 Giugno 1985 per la XIX edizione del Meeting: si fa la conoscenza con Savier Sotomajor; si mette in evidenzia la cavalletta bulgara Markov, poi iridato a Roma 1987; non tradisce Sara vola sul miglio Said Aouita. Ventesima edizione: siamo al 13 Luglio 1986. Alessandro Andrei è una spingarda che scaglia la sfera di 7,257 a 21.77… Ecco Mei cancellare dall’albo d’oro delle 2 miglia Alberto Cova. Sara Simeoni è a pochi mesi dal ritiro ma vale ancora 1.94… Maurizio Damilano macina chilometri ad alta velocità.
La marcia diventa di casa a Formia: l’11 Luglio 1987 (XXI edizione) è la volta di Giuliana Salce, al record delle due miglia. Non meravigliano le strane distanze: a Formia è di casa tutto ciò che fa spettacolo! È la giornata della donna: si mettono in evidenzia due atlete tascabili, la torinese-calatina Maria Curatolo e la gioiosisa Annarita Siodoti. Altre donne di grande stirpe nel XXII World Meeting (19 Giugno 1988): sfida tra velociste con Iassjenko (che avrebbe fatto la stessa fine di Ben Johnson) davanti ad Evelyn Ashford; lotta bulgara nell’alto con i 2.04 di Stefka Kostadinova ad umiliare l’190 della Andonova; regale Ana Fidelia Quirot negli 800.
C’erano migliori sprinter nel mondo quel 25 Giugno 1989 sulla pista dello Stadio degli Aranci; c’erano i grandi della terra italiana, scendendo da Andreotti al Presidente del CONI di allora; da Nebiolo a Gola. Ma gli sguardi di tutti erano per l’Uomo in bianca, la vera, grande, adorata attrazione. Giovanni Paolo II, Carol Wojtyla benedì la folla, benedì tutti i corridori con Calvin Smith sfrecciante su Mitchel e Tilli, celebrò il vero “miracolo” di Elio Papponetti. Il giorno prima c’era stata la prima parte della XXIII edizione del Meeting: ma pochi ricordano le imprese di Myrichs ed Uccheddu (lungo maschile e femminile), di Kiroki (800); di Kariuki (3000 st.); di Nehemiah (110 hs); di Maree (un veterano sui 5000). Tutti parlarono e parlano di una brevissima corsa sull’ettometro: 1° Smith (USA) 10’’25; 2° Mitchel (USA) 10’’26; 3° Tilli (CUS ROMA) 10’’26; 4° Olobia (NIG) 10’’28; 5° Da Silva (BRA) 10’’28; 6° Simon (CUB) 10’’55. Ed è l’unica che merita, in questa breve rassegna, l’ordine di arrivo completo. XXIV Meeting di Formia, è il 7 Luglio 1990. Si respira aria di Europei: Antibo annuncia che ha in serbo la doppietta 5000 - 10.000; Genny Di Napoli fa sapere che a Spalato non sarà una comparsa come i pessimisti temono; Pannetta prende le misura del titolo nei 3000 siepi sfiorando Korir e Sang; Kenny Harris, presentato dagli immaginifici poeti nostrani dell’atletica come la “cavalletta del Wisconsin”, atterra sulla sabbia dopo 17.50 metri di triplo volo.
Papponetti ha invitato ormai tutti al suo Meeting: il giorno 8 Luglio 1991, per celebrare l’importante data del XXV Meeting, si assicura la presenza dello Zar Sergey Bubka. Ed ora che non è più sovietico ma di nuovo ed unicamente ucraino il suo nome andrà scritto “Serhiy Nazarovic”. Tanto per la precisione. E, sempre per la precisione, va ricordato che Bubka onora la sua partecipazione con un salto mondiale di 6.09. superati con un altro record; soltanto tre tentativi senza macchie a 5.64; 5.85 ed infine 6.09. Altri record nella marcia (Salvador e De Benedictis) e tanto buon contorno. Ma il più grande resta Bubka e Papponetti è il suo profeta.
Anno 1992, è tempo di migrare. In cerca di nuovi pascoli si va a Caserta. Pubblico generoso, atleti in vena: Sotomajor 2.30; Tarasov 5.80; Damilano 5 km in 18’30’’43; Kostadinova 2.00; Quirot ancora felice 1’58’’95 sulla Trabaldo a meno 2’. Ancora Caserta nel 1993 (addio alle armi di Pannetta) e nel 1995 (1994 anno sabatico) con buona marcia, la samaritana sempre pronta a salvare le situazioni atletiche nostrane. Nel 1996 si ritorna a Formia con un Meeting inserito nel circuito EAA. Alcuni acuti: Mori si afferma su Laurent Ottoz; Korzeniowski fa capire che il futuro della marcia sarà suo sino al duplice, in eguagliando e forse ineguagliabile successo di Sydney; quattro atleti volano oltre gli 8 metri sulla classica pedana della Scuola.
Per la 30°edizione del World Formia Meeting bisogna attendere il 13 Luglio 1977. Programma ricchissimo: vola alto Antonella Bevilacqua, artistica interprete del salto. Fortissima l’accoppiata dei marciatori De Benedicti -  Nikolayeva. Quasi un anno dopo (12 Luglio 1998) ecco la XXXI edizione del “Papponetti World Meeting”, abbinato al 42° trofeo dell’industria. In un campo dominato nelle corse dagli stranieri, brilla sugli 800 metri il formiano De Meo, che corre per il sodalizio napoletano Centro Ester. Uno sguardo proprio alle cose di casa nostra: ci sono anche i protagonisti del Trofeo Coppa Speranze Fiat. Perché Papponetti ha lanciato anche questa gare di reclutamento, cosi, come un ventennio prima, aveva tenuto a battesimo il Concorso Esercito-Scuola, ideato dal Generale Roberti. 1999: anno sabatico; 2000: Genny di Napoli coglie un imprevedibile successo sui 1500; brillante l’ungherese Nemeth nei 100; regolare Fabrizio Mori nei 400hs alla ricerca della serenità per una stagione, che poi non si è rilevata fruttosa; 2001: Fiona May si rilancia in vista dei Campionati del Mondo, che le regaleranno il secondo titolo iridato.